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Disposizioni legali

Legalmente la protezione dell’aria è ancorata nella Legge federale sulla protezione dell’ambiente LPAmb del 7 ottobre 1983.

Legge federale

L’Art. 1 (Scopo) della LPAmb (stato: 1 gennaio 2017) ricorda che l’uomo, la fauna, la flora, le loro biocenosi e i loro biotopi sono da proteggere dagli effetti d’annosi e molesti, e che sono da conservare in modo duraturo le basi naturali della vita, in particolare la diversità biologica e la fertilità del suolo. Naturalmente anche l’aria ne fa parte.

L’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico OIAt del 16 dicembre 1985 (stato: 1 agosto 2016) regola la protezione da inquinanti atmosferici, la preventiva limitazione delle emissioni, la combustione di rifiuti all’aperto, i requisiti per combustibili e carburanti, i valori limite d’immissione e le procedure in caso di superamento dei limiti di legge.

Accordi internazionali

Il Protocollo di Göteborg, che fissa nuovi limiti d'emissione per diversi inquinanti atmosferici in Europa, Stati Uniti e Canada, è entrato in vigore in Svizzera il 13 dicembre 2005. Un'applicazione coerente dell'attuale legislazione in materia di protezione dell'aria dovrebbe permettere di raggiungere gli obiettivi stabiliti. L'attuazione dell'accordo in Europa avrà conseguenze positive per il nostro Paese. La riduzione delle emissioni transfrontaliere di biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili (COV) e ammoniaca, da realizzare entro il 2010, farà infatti diminuire l'ozono estivo e l'inquinamento da polveri fini.

Ulteriori informazioni riguardo agli accordi internazionali presso l'Ufficio federale dell'ambiente UFAM.

Che impatto hanno gli altri Paesi e continenti sulle concentrazioni di ozono misurate in Svizzera?

Le elevate concentrazioni di ozono rilevate in Svizzera non possono essere attribuite soltanto alle emissioni locali dei suoi precursori, gli ossidi di azoto e i composti organici volatili. A tali concentrazioni contribuiscono infatti anche le emissioni in Europa e, in misura minore, quelle dell’intero emisfero nord. Negli ultimi 20-30 anni, l’incremento della produzione industriale e l’aumento del consumo di combustibili e carburanti fossili si sono tradotti in una crescita globale delle emissioni inquinanti e, quindi, anche della concentrazione di ozono a livello globale («background ozone»). L’aumento dei precursori in diverse regioni del mondo è uno dei motivi per i quali la riduzione delle emissioni in Svizzera non ha avuto gli effetti sperati sulle concentrazioni di ozono. Per risolvere a lungo termine la problematica dell’ozono è pertanto necessario adottare ulteriori misure di riduzione in Svizzera, in Europa e nel mondo intero.